A passo di danza

29.12.2020

All'improvviso cadranno i veli e faranno tanto rumore che non potrai più rifugiarti dentro a ciò che davi per sicuro, per scontato: la tua fortezza di carta. Io verrò a prenderti, sceglierò il momento in cui ricorderai tutti i tuoi passi fertili, le tue parole fiorite, verrò quando non avrai più paura di aprire la tua anima al vento. Allora tremare non sarà più per te un segnale di debolezza, ma una via per accelerare il processo con cui la materia si sta alleggerendo e ti permette di elevarti.

Verrò a passo di danza nel tuo mondo che ha dimenticato la sua nascita ed ha perso il futuro, verrò danzando, per smantellare i falsi troni costruiti con pietre di dolore e smascherare le false promesse, che pesano più dei palazzi che vedrai crollare davanti a te, lasciandoti incolume di fronte alla tua nuova nudità. 

Non potrai resistere alla mia danza, perché siamo fatte dello stesso Suono, e a ritmo  sincopato ritroveremo l'ordine esatto in cui si muove la ruota che genera e distrugge. 

Arriverò su di te, come un temporale improvviso, come una mano che si appoggia sul tuo cuore inebriato. Ti raggiungerò poco prima che cominci a sognare e potrò mostrarti che quelle roccaforti in cui ti hanno torturata non esistono più.

Sono solo le macerie che ancora feriscono il tuo piede veloce, è la tristezza che si libera dopo essere stata trattenuta e compressa nelle piccole scatole chiuse in cui l'avevi dimenticata, tutte le volte che hai rinunciato alla tua verità, tutte le volte che hai perso il rispetto, che hai guardato il Sole senza vederlo.

Verrò a cercarti quando non vorrai più rinunciare a te. Quando sarai in grado di chiudere le tue ferite ricucendole con il filo della luce che hai trovato in fondo alla tua notte più buia, in quel freddo senza riparo dove io splendo e ti sussurro che non c'è bisogno di un corpo per sentire l'Amore.

La mia danza si espande con la tua coscienza, con la tua capacità di lasciare andare, con la pazienza delle tue ali che volano anche bagnate.

Sarò davanti a te, come un albero che aspetta il momento giusto per lasciare andare il suo seme alla terra, aspetterò le tue mani che possono portare lontano i miei doni e ti sussurrerò nell'aria: " Sei la mia custode alata, bentornata da me."