La sfida

04.01.2022

Chirone ti insegna che la morte è la grazia che mette fine a una continua sofferenza e che spesso è la via sublime per rinascere Costellazione. Allora lascia andare ciò che è vecchio, lascia andare le tue parti in agonia, quelle che ancora si aggrappano a un mondo di illusione, dove si obbedisce per convenienza e si semina dolore per avere un potere effimero. La tua sfida è proprio questa: morire alla realtà della sopraffazione, dell'inganno, della strategia a breve termine, dell'interesse personale, della sopravvivenza come atteggiamento.

Non ti autoingannare, le tue parti morte sono solo un ostacolo per il Nuovo, sono troppo dense, troppo pesanti e non sono sagge, sono solo obsolete. Il nuovo Essere Umano nasce dal Vuoto del Cuore, e da lì che si innescano le trasformazioni necessarie nella materia a sostenere la sua evoluzione. E non il contrario.

Per cui non esitare, vinci prima di tutto il tuo nemico interiore, il tuo giudice, il tiranno, il disumano, la vittima e l'eroe dentro di te. Scardina dalla tua anima questi vecchi modelli di guerra e di pace: a volte lo dovrai fare con molta determinazione, ti serviranno degli strumenti molto efficaci per estirparli dalla tua terra, ossia dal tuo corpo, e esiliarli per sempre dal paesaggio della tua anima. A volte ti serviranno invece dei soffi, delle note o delle carezze per fare il salto.

Non c'è un solo modo, guardati intorno: c'è un universo in ogni esser vivente e ogni essere vivente partorisce milioni di stelle. La radice di ciò che tu vedi in basso la trovi sempre al centro del Cielo più distante: perché ancora credi nella separazione?

Il passaggio è stretto in questo momento, ma è essenziale che sia così. L'anima di ogni persona si raffina e si alleggerisce affrontando il proprio nemico interiore ed è chiamata a scegliere, come ha fatto Chirone. 

Solo così può sparire la sofferenza dall'anima del Pianeta che si conosce attraverso i diecimila universi viventi e ora vuole di elevarsi e purificarsi.

Amore è anche lasciar morire, così come l'albero lascia andare le sue foglie e resta a lungo nel vuoto prima di tornare nutrire la vita. 

Dalla costellazione che nascerà all'orizzonte nella notte della tua battaglia più lunga e terribile arriveranno i nuovi esseri alati che ricostruiranno le connessioni andate distrutte: le relazioni tra il piccolo e il grande, tra il pozzo e il fiume, tra le scaglie e le foglie, tra l'autentico e il molteplice.

Non chiudere mai gli occhi prima di allora, io veglierò su di te.