Libera

Ho seguito la mappa dei passi non fatti e sono arrivata sul margine di una scogliera.
Un altro piccolo non passo e il mare mi inghiottirà con un tonfo sordo. E i miei capelli sospesi per qualche corto istante si illumineranno di una luce salmastra, quasi verde, e saranno pesanti come funi.
Ho seguito i bisogni dei demoni, l'uso, la bramosia, l'imbroglio, la prevaricazione e il giudizio e sono diventata cieca e sorda, divorata dal fuoco di una mente mai sazia.
Ho mentito quando ho detto che ho imparato dai miei errori, sono sempre ricorsa ai ripari fagocitando i cuori puri che hanno costruito ponti tra le separazioni, sopravvivendo grazie al tetro bottino di una guerra mai interrotta.
Mi sono illusa di essere libera e mi sono chiamata umanità ma è da tanto che non ricordo cosa significa.
Sono milioni eppure sono una, ma ormai cosa importa se ho perso la memoria del bene comune?
Mi sono espansa sulla Terra senza chiedere il permesso, pensavo fosse questa la libertà.
Eppure ora che sono alle strette, ora che il mio tempo è scaduto e respiro sul margine, riuscirò a perdonarmi e ritornare a custodire il giardino?