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La parola risuona nel corpo, riecheggia come un fiume nella valle e arriva a fior di pelle, come breve lampo.
Intensa è la gioia e a distanza lascia segni leggeri, tonalità di colori, un socchiudersi di palpebre, un anello di spazio tra i giorni.
La parola dimora nel corpo è nata per creare e si fa strada tra mille silenzi.
Non profanarla, non svilirla con raffinate menzogne e facili autoinganni.
Crea a partire dal basso, dal humus profumato, dal sogno della terra, dalla voluttà dell'acqua dolce.
Prima di guardare il Cielo cerca la radice di ogni cosa, perché anche l'aria ha una radice.
Conoscerai la tenacia e forse la memoria.
Cosi la parola diventa preghiera che si muove nel corpo e fa spazio al respiro del Cielo.