Tornare a casa

07.01.2020

Il tuo passo è leggero, sul tuo viso vedo il Sole mentre nasce di nuovo, intorno a te si muovono gocce di luce sospese, ognuna ha un suono e diventano ciò che tu desideri. So la strada che hai fatto per tornare, ho sentito ogni tuo passo, ogni tua caduta e tutte le volte che ti sei rialzata.

Ho sentito gli schizzi di fango annientarti e l'ombra cupa sedurti, ho perso la speranza tutte le volte che si è distrutto un mondo, prima di intravedere l'altro che si stava preparando a nascere. Tu, camminando sul crinale tra ciò che era e ciò che poteva essere, mille volte hai sfiorato la criniera del Sole senza toccarla. Io, ricordando e frammentando, per poterti un giorno avere intera.

Perché i nostri passi affini non si erano ancora ritrovati e non riconoscevamo la strada di casa. Quante parole perse tra le paludi dei non-sensi, quanti attimi accesi per ingannare la notte e venirne fuori, quanti silenzi interrotti dalla nostra musica che non ha eguali. Il tuo corpo senza tempo e la mia Voce senza luogo, ecco: come non potevamo incontrarci sulla soglia di ogni inizio?

Ti svelo un segreto: ci siamo divise senza saperlo, quando hanno cominciato a disgregare gli alberi della Vita per controllarli, smembrarli e ricomporli a loro piacimento. Allora tu sei venuta in un mondo dove mancava tutto, mancava la tua luce, mancava la tua visione, il tuo poter fare, mancava il tuo modo di crearlo. E presto ti sei addormentata e mi hai messo da parte. Come qualcosa di scomodo, qualcosa che non serve, qualcosa che è un ostacolo.

Da allora ci siamo desiderate, mille volte incontrate e mille altre disconosciute. Fino a quando tu non sei uscita allo scoperto, fuori dagli schemi, oltre la struttura della tua piccola mente e hai visto c'era una strada per arrivare al Cielo e che in realtà non era stata mai bloccata. Che il Cielo senza la Terra non esiste, né la Terra senza il Cielo. 

Da allora hai dormito nel mio Nido e non hai più smesso di sognare, fino a quando hai potuto sentirmi, poi ascoltarmi, poi toccarmi e riconoscermi con le mie tante nature diverse.

Allora hai cominciato a brillare, così è cominciato il tuo ritorno.